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Sviluppo rurale: intervento degli agronomi lombardi

 

Poco dopo l’annuncio dell’approvazione da parte della Regione Lombardia di nuovi interventi per 3 milioni di euro a favore dell’agricoltura di montagna, la Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali (FODAF) interviene nel dibattito in corso sul prossimo Piano di sviluppo rurale, destinato ad entrare in vigore con la nuova Politica agricola comune (Pac) dal 2014.
“Il punto di vista di noi professionisti – afferma il presidente di FODAF, Giorgio Buizza – è che si debbano privilegiare interventi di carattere strutturale capaci di dare competitività alle nostre imprese agricole e all’intero sistema agroalimentare”.
L’osservazione di FODAF nasce anche dai dati sulle decisioni delle Regioni di trasferire risorse da un asse all’altro dei rispettivi piani di sviluppo rurale. “Negli ultimi 12 mesi – ricorda Buizza – le amministrazioni regionali italiane hanno effettuato un ‘rimpasto’ complessivo di oltre 500 milioni di euro, spostando risorse principalmente verso il primo asse, deputato a sostenere gli investimenti delle aziende agricole in strutture produttive e macchine innovative. Riteniamo quindi che nella prossima programmazione si dovrebbe prevedere sin dall’inizio una maggiore dotazione complessiva per questo tipo di investimenti”.
La considerazione di FODAF si applica soprattutto alle realtà agricole più evolute. “Pur comprendendo – conclude Buizza – la bontà di misure con finalità diverse da quelle del primo asse, quali le misure di carattere agro-ambientale, l’agricoltura professionale di regioni come la Lombardia necessita prioritariamente di interventi capaci di incentivare il miglioramento delle strutture produttive e l’efficienza di filiera”.

Piano di sviluppo rurale

Piano di sviluppo rurale: 33,5 milioni per le filiere agroalimentari di qualità. La Regione Marche ancora prima in Italia nella realizzazione Psr 2007-2013.

La maggiore efficienza di spesa delle Regioni italiane nel Programma di sviluppo rurale (Psr) 2007/2013 – come riportato oggi dalla stampa specializzata nazionale – e a completamento della prima fase di attuazione del Psr delle Marche, partono i bandi per le filiere agroalimentari di qualita`, con una dotazione finanziaria di 33,5 milioni di euro. Il Vice presidente e assessore all’Agricoltura commenta con soddisfazione il dato sulla capacita` di spesa delle risorse dedicate allo sviluppo rurale (oltre il 31 per cento rispetto al totale dei fondi assegnati) e sottolinea che ora l’azione regionale sara` finalizzata ad incoraggiare l’aggregazione degli agricoltori al fine di aumentare il loro peso decisionale all’interno delle filiere alimentari, e in definitiva a garantire un loro maggiore reddito. Il Psr aveva infatti gia` individuato nella elevata forbice tra i prezzi alla produzione e i prezzi al consumo, uno dei principali problemi del settore, indicando la necessita` di ridurre il piu` possibile le intermediazioni tra produttore e consumatore a vantaggio di entrambi. Il vantaggio e` anche per l’intera collettivita` che, grazie al consumo locale delle produzioni agricole, otterra` un sensibile vantaggio ambientale derivante dal contenimento di inquinamento e consumi energetici necessari al trasporto dei prodotti agricoli, che ora a volte avviene anche a migliaia di chilometri di distanza.


Ai produttori si potranno unire in filiera le imprese di trasformazione, i ristoratori, le amministrazioni locali, i singoli punti vendita, le reti locali della grande distribuzione organizzata. E` gia` stato pubblicato il bando per le filiere regionali ‘ www.agri.marche.it  – ed e` di imminente pubblicazione il bando per le filiere locali. Il primo riguarda l’organizzazione su scala regionale di accordi per la certificazione di produzioni di qualita` della nostra regione di largo consumo, quali la carne bovina e suina, il latte bovino, i cereali e le produzioni biologiche. Il bando per le filiere locali ha invece lo scopo di valorizzare le produzioni tipiche locali, fortemente legate al territorio di origine, esaltandone la positiva immagine, garantita loro dalla peculiari caratteristiche dei luoghi di produzione