Agriturismo: il settore dà segni di incertezza per l’estate

June 26, 2011 by · Leave a Comment
Filed under: Inchieste 

Per l’ agriturismo, l’estate 2011 non promette nulla di buono: uno studio di Agriturist basato sulle visite ricevute dal portale internet www.agriturist.it  dall’1 al 15 giugno, evidenzia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una sensibile flessione della domanda (-11%) che interessa in uguale misura gli ospiti italiani e gli ospiti stranieri. La stessa flessione si conferma per le ricerche di informazioni su specifici servizi (passeggiate a cavallo, piscina). Resta invece costante, a confronto col 2010, la domanda di vacanze economiche, mentre è in crescita quella di agriturismi con campeggio (+12%) e di alto livello (+18%).Una tendenza in linea con il resto del settore turistico italiano che continua a vivere un momento di difficoltà. Nei primi tre mesi del 2011, secondo i dati recentemente diffusi dalla Banca d’Italia, a fronte di un incremento della domanda estera (spesa +2,8%), si è registrata una rilevante crescita dei viaggi degli italiani verso l’estero (spesa +7,9%), e il bilancio crediti/debiti ha segnato una flessione di 177 milioni di euro, pari a -19% rispetto al 2010. Prosegue dunque l’erosione dell’attivo turistico nazionale che, fra il 2006 e il 2010, è diminuito di 3,1 miliardi di euro pari a -26%. L’estate, ormai alle porte, si profila molto incerta ed è davvero difficile capire se vi sarà una inversione di tendenza rispetto allo scorso anno quando (dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, vedi tabella), dopo un primo semestre sostanzialmente stabile (-0,7%), nel trimestre estivo è arrivato un imprevisto -2,9%. Ben più pesante la flessione per l’agriturismo, che da luglio a settembre 2010, ha fatto registrare un -12,2%.

Da un sondaggio dell’Osservatorio Nazionale del Turismo rivolto ai tour-operator europei, emerge che le richieste di viaggi verso l’Italia, nel 2011, sarebbero in crescita dell’11% rispetto al 2010; ma Francia e Spagna registrano un ben più consistente +25%. Lo stesso sondaggio rivolto ai tour-operator statunitensi vede invece la meta Italia in flessione del 3% mentre la Francia registra un + 9% e la Spagna + 5,5%. “Si vedrà nei prossimi giorni – precisa Agriturist – se la tendenza negativa sarà confermata, oppure se vi sarà un recupero grazie alle prenotazioni dell’ultimo minuto che, in periodi di crisi, sono sempre più diffuse. Le condizioni perché l’agriturismo si lasci alle spalle il cattivo risultato dello scorso anno ci sono tutte: prezzi invariati, comfort in costante miglioramento, atmosfera di completo relax nei bellissimi paesaggi delle nostre campagne, offerta enogastronomica legata alla tradizione locale e ai prodotti genuini delle aziende agricole ospitanti (26% biologiche), ampia scelta di località vicine al mare, a città d’arte, a parchi naturali e alle tante sorprese culturali ed escursionistiche dell’Italia “minore”.

Agriturismo d’autunno: l’enogastronomia in primo piano

September 28, 2010 by · Leave a Comment
Filed under: prodotti tipici 

Sono i vini e i prodotti tipici del territorio che in autunno richiamano gli ospiti negli agriturismi, grazie anche alle numerose e particolari proposte enogastronomiche.

Lo conferma una indagine di Agriturist (Confagricoltura), secondo cui in settembre l’11,7% dei visitatori del portale internet www.agriturist.it  ha richiesto ristorazione e prodotti a denominazione d’origine, contro la media del 7,7% dei due mesi precedenti. I dati corrispondenti del 2009 erano 12,5% e 8,5%, leggermente più alti ma testimoni di una crescita di attenzione sostanzialmente prossima al 50%.

L’offerta enogastronomica degli agriturismi si caratterizza come vetrina delle specialità del territorio: i prodotti propri e i prodotti tipici regionali, secondo la legislazione regionale di settore, devono infatti rappresentare circa il 90% degli ingredienti.

In particolare evidenza i 211 prodotti agroalimentari italiani che hanno ottenuto dall’Unione Europea i riconoscimenti DOP (denominazione d’origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta), di cui 133 DOP e 78 IGP. Il nostro Paese, per queste specialità, è largamente primo in Europa, seguito dalla Francia, con 174 riconoscimenti, e dalla Spagna con 139. Un primato che si è consolidato grazie all’impegno dei Consorzi di produttori, delle Regioni e del Ministero delle Politiche Agricole, giustamente convinti che le denominazioni d’origine siano, oltre che uno strumento di valorizzazione del prodotto agricolo, anche un potente fattore di promozione per le località delle nostre campagne.

Da maggio ad agosto 2010 sono state addirittura 8 le nuove specialità che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario, 6 DOP e 2 IGP:

- Aglio di Voghiera DOP, prodotto in provincia di Ferrara,
- Farro di Monteleone di Spoleto DOP, prodotto in provincia di Perugia,- Melanzana Rossa di Rotonda DOP, prodotta in provincia di Potenza,
- formaggio Piave DOP, prodotto in provincia di Belluno,
- Ricotta di Bufala Campana DOP, prodotta nelle province di Benevento, Caserta,
Napoli, Salerno, Roma, Latina, Frosinone, Isernia e Foggia,
- Fagiolo Cannellino di Atina DOP, prodotto in provincia di Frosinone.
- il Canestrato di Moliterno IGP, prodotto nelle province di Potenza e Matera,
- la Pesca di Leonforte IGP, prodotta in provincia di Enna.

Ancora più ricca è la scelta dei vini, con 48 denominazioni d’origine controllata e garantita (DOCG), 320 denominazioni d’origine controllata (DOC) e 118 ad indicazione geografica protetta (IGT). Il 30% delle aziende agrituristiche produce vino, organizzando in molti casi visite alle cantine e degustazioni guidate.

L’elenco aggiornato di tutti i prodotti DOP e IGP, e dei vini DOCG e DOC, si può consultare nel portale www.agriturist.it.

Questo straordinario patrimonio agroalimentare sostiene un rilevante turismo enogastronomico che trova ampia soddisfazione intorno alle tavole dei 9.600 agriturismi che offrono ristorazione di cui il portale www.agriturist.it propone una qualificata selezione, con proposta di ricette della tradizione regionale spesso rielaborate secondo originali varianti familiari .

Gli ospiti degli agriturismi avranno anche l’opportunità di visitare cantine, frantoi, caseifici e salumifici, anche nelle aziende che li accolgono, dove acquistare gustose “riserve” per la dispensa di casa; ricordando pure che fra poco è Natale e il prodotto tipico è sempre più un regalo molto gradito. Per l’assortimento delle specialità sotto l’albero, da non mancare anche miele, sottoli, sottaceti, salse e patè a base di ortaggi, che molti agriturismi producono in proprio.

Nessun boom per l’agriturismo nell’estate 2009

July 16, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Inchieste 

 

Nessun boom per l’agriturismo nell’estate 2009

“Sull’andamento del settore – secondo Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura) – informazioni contraddittorie distanti dalla realtà”

Ferma presa di posizione di Agriturist (Confagricoltura) contro gli immotivati annunci di “boom” per l’agriturismo d’estate, affidata ad una dichiarazione del Presidente, Vittoria Brancaccio: “Le cifre sull’agriturismo diffuse recentemente da alcune fonti, pur sottostimando, a nostro giudizio, il reale andamento del settore, annunciano un boom che non esiste”.

Nel mirino di Agriturist, due recenti previsioni, pubblicate con ampio risalto dalla stampa, che ipotizzano, per l’agriturismo d’estate, rispettivamente, 500 mila ospiti con soggiorni medi di tre giorni per luglio, e 900 mila ospiti con 4,5 milioni di presenze per l’intera stagione estiva. Dati secondo i quali – sottolinea Agriturist – l’occupazione media dei posti letto negli agriturismi sarebbe appena del 25%, decisamente da crisi.

Niente boom, dunque, secondo Agriturist, che pure delinea, per il mese di luglio, uno scenario dell’agriturismo meno allarmante. Dei 198 mila posti letto disponibili nei 16.500 agriturismi italiani che offrono alloggio (+ 5% rispetto al 2008), saranno ospiti, anche secondo l’Associazione di Confagricoltura, poco più di 500 mila persone. Ma l’occupazione media dei posti letto arriverà al 34% (41% nel 2008), 9 punti percentuali in più di quanto ipotizzato da altre fonti. La durata media dei soggiorni sarà di 4,1 pernottamenti (4,9 nel 2008). I prezzi sono rimasti fermi e i costi di gestione, in un anno, sono cresciuti del 3%. I redditi delle aziende del settore subiranno così una flessione vicina al 10%.

 

 

 

Vista la crisi economica, Agriturist esprime soddisfazione per la tenuta della domanda, che conferma il gradimento del pubblico per la ricchezza di contenuti culturali, naturalistici ed enogastronomici della vacanza in fattoria.

Si registra, d’altra parte, la sofferenza delle imprese di agriturismo, costrette a congelare i prezzi, e spesso a proporre offerte last minute, a fronte di costi di gestione che, nell’ultimo triennio, sono lievitati almeno del 10% per fare fronte alla crescente richiesta di comfort e servizi complementari da parte degli ospiti, e alla necessità di più incisive strategie di promozione.

Agriturist, attraverso l’analisi delle visite al portale internet www.agriturist.it , delinea anche un quadro delle destinazioni preferite dagli appassionati di agriturismo.

Per quanto riguarda le regioni, Toscana, Lombardia e Liguria sono le più richieste da italiani, inglesi e americani; mentre, nelle scelte di tedeschi e francesi, la Liguria è scavalcata dalla Sardegna. Fra le prime dieci province più visitate, sette sono costiere (mare o laghi), con primato di Grosseto fra gli italiani; gli stranieri, invece, puntano innanzitutto su Siena e Firenze. 

Guardando infine a zone più circoscritte, in evidenza Grosseto (italiani), la Penisola Sorrentina e Perugia (inglesi e americani), e Verona (francesi).

 

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